Teatro Arsenale

luogo

Teatro Arsenale
via Cesare Correnti, 11 - 20123 Milano
Sito web
https://www.teatroarsenale.it/

Next Occurrences

Data

07 Dic 2021

Ora

21:00

costo

€12,00

rassegna - festival

Prima della sesta estinzione di massa

La mela granata

di Isabella Bert Sambo con Linda Apicella, Elisa Baio, Isabella Bert Sambo, Maria Grosso regia Miriam Zammataro musiche originali Alessandro Grazian

 

Lo spettacolo è composto da quattro quadri e si apre con la pantomima dedicata all’infanzia o età del gioco, con la sua voglia di crescere e di imitare i modelli adulti. La bambina gioca, si muove, usa il corpo per conoscere il mondo che la circonda e per prendere coscienza di sé. In questo richiamo al mondo adulto, la protagonista sacrifica la possibilità di godersi l’infanzia per assumere una consapevolezza sempre maggiore della propria identità.

Il secondo quadro, l’adolescenza, descrive in modo giocoso un rito d’iniziazione: la prima mestruazione. L’incontro con il ciclo mestruale (in carne ed ossa, se così si può dire) propone, in chiave leggera ed ironica, il rapporto madre-figlia, con la maturazione, da parte della ragazza, della consapevolezza di ciò che significhi il “diventare una donna”.

La manifestazione di questo difficile passaggio avviene, ancora una volta, nel corpo, che a volte sembra giocare un ruolo ostile. Il testo dello spettacolo dedica un’attenzione particolare a tutti quei sintomi, fastidiosi e a volte addirittura invalidanti, della sindrome premestruale.

La chiave ironica sdrammatizza e coinvolge il pubblico, invitandolo a riflettere e a comprendere.

Il terzo quadro racconta l’età adulta, rappresentata da una commedia degli equivoci che, con qualche nota comica, tocca i modi diversi di essere donna e di accostarsi all’amore, nel senso più ampio possibile.

Lo spettacolo si conclude con un ultimo quadro, dedicato alla vecchiaia, ambientato in un’allegra casa di riposo.

Ogni episodio descrive le età della donna, attraverso il suo corpo, centrale alla narrazione: un corpo che sboccia, si evolve, matura, prende consapevolezza di sé, diventa incerto, ma sempre si rinnova.

 

Il corpo poetico, le battute umoristiche, la leggerezza dello spettacolo, invitano a riflettere sulla sfida di essere pienamente donna e su come, proprio attraverso la difficoltà, si possa arrivare alla bellezza.

 

Perché uno spettacolo sulle donne realizzato da sole donne nel 2021?
Perché, per quanto possa sembrare inflazionato l’argomento, c’è ancora tanto da raccontare sull’universo femminile, magari facendolo con uno sguardo inaspettato e ironico, che parte da un preciso approccio al Teatro e alla parola, proprio delle protagoniste di questo spettacolo.

Le interpreti si sono diplomate all’accademia del Teatro Arsenale di Milano e si ispirano, perciò, al Teatro di Jacques Lecoq. Per questa ragione il movimento e il gesto sono alla base del loro lavoro.
La rappresentazione teatrale, che parte dall’osservazione della vita quotidiana e della natura, arriva al corpo in movimento, diventando ‘corpo poetico’.
In tale ottica, la raffigurazione della donna proposta da questo spettacolo fa ampio uso della pantomima, della descrizione leggera, ironica e, a tratti, malinconica delle varie età che la donna attraversa.

 

aiuto regia Maria Grosso

audio e luci Martino Minzoni

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