Insegnante di teatro, regista, autrice, attrice. Ideatrice di progetti legati all’arte del teatro, alla musica, all’architettura.

Diplomata all’Ecole Internationale de Théâtre Jacques Lecoq a Parigi, nel 1975. Ha studiato movimento con Monika Pagneux, Moshe Feldenkrais, Gerda Alexander. Laureata in legge all’Università degli Studi di Milano.

Nel 1978, di passaggio per Milano, ha la fortuna di trovare un luogo straordinario, l’Arsenale, che tuttora dirige ed è sede della sua attività continuativa.

 

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Ho iniziato con il teatro scrivendo e recitando una commedia pastorale in versi con la mia vicina di casa, al tempo delle scuole elementari. Mentre recitavo versi molto seri a un albero realizzato con una scopa e un pezzo di plastica verde ho scoperto il senso dell’umorismo.

Accompagnando in tournée l’ensemble Società Cameristica Italiana di Italo Gomez, per il quale eseguivo varie azioni teatrali, ho scoperto quanto il pubblico sia disposto a farsi coinvolgere al di là delle sue medesime aspettative. 

Con Carlo Cecchi ho scoperto quanto il teatro sia totalizzante e divertente.

Jacques Lecoq è stato in seguito il mio maestro.

Devo dunque la mia vita teatrale a queste tre persone cui va la mia devota gratitudine e senza le quali sarei vissuta nel buio. Tanti altri hanno avuto fiducia nel mio lavoro e mi hanno consentito di scoprire il mio teatro. Tra loro ricordo con particolare affetto Gillian Armitage Hunt, ideatrice e direttrice di Opera Barga.

Nel 1978 ho avuto la fortuna di trovare un luogo straordinario, il Teatro Arsenale di Milano, che mi ha consentito di fondare una compagnia stanziale, di aprire una scuola di teatro e di esplorare liberamente seguendo la mia natura. Ho potuto così approfondire i rapporti tra spazio e rappresentazione, tra spazio e immaginazione. È qui forse che ho potuto seguire, più che altrove, il corso dei miei pensieri, ma ho anche lavorato in molti paesi del mondo, in altri teatri, enti lirici, festival, Università, ecc.

Negli ultimi tempi ho cominciato a ricevere alcune commissioni come autrice tout court. Ho iniziato così a scrivere dei brevi testi dialogati in prosa o in versi. Tanti anni di pratica teatrale mi hanno dato una facilità per il dialogo che non avrei mai immaginato. È questo il nuovo territorio che sto esplorando.

Marina Spreafico