Ragione sublime

Signore e Signori, benvenuti al Grand Guignol de Milan. 

Questo racconto inizia in un luogo, Milano, all’interno di una sala completamente nera in cui pareti e soffitto si innalzano in una dimensione verticale che pare quasi toccare il cielo. Una chiesa sconsacrata che cede il suo scheletro per consacrare un teatro; un corpo composto dalle membra di chi lo abita, che genera una struttura architettonica organica ed organizzata. Gli organi vitali si incrociano in un sistema di ingranaggi che cooperano espellendo dai bassi fondi lo scarto formale dei confini della realtà. È proprio ai margini del mondo, laddove la ragione lascia spazio all’irrazionalità, che entrano in scena creature di ogni genere e forma, rivelate e nascoste nei panni di attori. 

Racconti di storie di diavoli autenticate da manoscritti e copioni di scena che narrano storie di omicidi, erotismi ed imbrogli, in un’atmosfera a denti aguzzi. 

Una grande scatola di generi differenti dove la ridondanza degli elementi contribuisce a dare ordine al disordine; un labirinto in cui perdersi e lasciarsi guidare da sussurri e richiami ipnotizzanti che si nebulizzano come fiato sul collo. 

I diavoli banchettano alla loro tavola mettendo in scena diversi giochi di ruolo, sogghignando agli euforici gemiti del pubblico. Chi ride di chi e chi sono i veri mostri?

Signori, non c’è niente da ridere. Il paradosso dell’umanità.

Danze serpeggianti che attraggono lo spettatore e candele che mettono in luce le ombre e oscurano ogni chiarezza. Il fascino del sublime e delle trasparenze. 

lascia un commento

Il tuo feedback è prezioso. Il tuo indirizzo e-mail non verrà pubblicato.

attendi...