Percorsi di Strada

Se siete veramente convinti che una donna al volante possa essere un pericolo avete ragione. Alfonsina Strada è a tutti gli effetti un pericolo per chi le sta attorno; guida un volante a forma di baffo, cavalca in sella ad una ferraglia di tubi direzionali e spinge sui pedali come se fosse un corpo volante gettato a tutta velocità. Alfonsina guida la sua bicicletta con la vera passione di chi non può far altro che andare avanti e di chi ha la necessità di dimostrare a se stessa e ai suoi avversari che la sua non è l’idea folle di una semplice ragazzina, ma è l’idea più folle della storia che la farà diventare pioniera di principi egualitari tra donne e uomini nello sport. 

Posso giocare anche io? 

Lo spettacolo inizia con un gesto, un lancio di biglie. Due biglie che ravvicinate sembrano essere due occhi che fissano lo spettatore. Pronti al lancio e via! 

L’attore inizia la sua narrazione sferrando ogni parola come se fosse un concorrente della gara; manovra il racconto mutando il suo corpo come una materia plasmabile e adattabile ad ogni personaggio interpretato. Percorre una strada in continuo crescendo pedalando di parola in parola e accompagnando dolcemente ogni curva d’espressione sentendo l’aria che taglia lo spazio in tutta urgenza. 

Questo non è un gioco per femmine. 

Il palcoscenico diventa una pista su cui si svolge la corsa più importante, quella che affronta i grandi temi della società e si fa denunciatore ed enunciatore della realtà. L’ultima volata prima della chiusura del sipario che rompe il fiato e lascia traccia delle storie di Strada. 

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