Tessuto in parole

Poesia nel gesto poesia del gusto. Un gioco di binomi: un corpo di corpi amalgamati in un’unica forma. Composto di membra e fantocci. Organismo biforcuto parte del tutto e parte del niente.  

Il passaggio della vita in uno specchio di riflesso: il tempo che soffia ad intermittenza sulla giovinezza e avanza a passo felpato nell’età delle stagioni. 

Il creatore a servizio della creazione: gli attori mettono a disposizione il loro corpo neutro per agire come un unico prolungamento di sé nell’altro. Il loro sguardo osserva intensamente ogni minimo cambio emotivo delle bambole di pezza, esaminandole e scrutandole nelle loro reazioni. Frammenti sommati con resto di due.

L’immagine vacilla tra ciò che umano e inumano; chi dà vita a chi e chi possiede il diritto d’autore? 

Gemelli siamesi che si combinano in scena riconoscendosi l’uno con l’altro. Riconoscimenti facciali e lodevoli. 

Il tempo che si ferma in una stanza dei ricordi: un baule, una sedia a dondolo e una luce rapsodica, metafora della vita che si accende e si spegne come un muscolo pulsante. 

In sottofondo un basso che accompagna la scena; suona e rintocca melodie comunicative quasi fossero un richiamo liturgico anticipatore, premonitore ed enunciatore dell’avvenire.

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