A passo d’eccezione

La patafisica è la scienza dell’immaginazione, è la scienza dell’eccezione e del particolare. La patafisica è la scienza delle mutevolezze, è la scienza delle non regole, è la scienza creativa di libertà assolute.

In questo mondo contraddittorio, fuori dal concetto di obiettività universale e fuori dalle regole, si muovono su passi volteggianti Claudia e Marco a ritmo dell’imprevedibile e di rime danzanti. 

Quattro salti più in là e si oscilla tra realtà parallele accompagnate dalle note di un pianoforte, segni indelebili del passaggio del tempo, tratti di re e regine, simboli che trafiggono come spade sullo spartito. 

Voilà, on est en France! Tip tap, filastrocche di piedi imbizzarriti, ti che te tachet i tacch; risonanze onomatopeiche a colpi di percussioni. Il corpo che dà vita a spazi lontani, voci e atmosfere che rimandano ad un passato vissuto e desiderato, ubriaco di danza ed eleganti frivolezze. 

L’aria, poi, si fa più grave; malinconici passi di flamenco anticipano l’arrivo di una melodia ebraica, preghiere eterne in suoni vibranti. 

Con una pirouette si attraversano mille e altri uno mondi; un eco di meraviglie accoglie lo spettatore, il quale riflette su quanto sia labile la verità perché, in parte, riguarda soltanto il singolo. 

Poi, in scena e all’improvviso: “è finito!”. 

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