Voli di carta

Se tutti i sogni avessero le ali, allora sarebbero fragili come la tela e resistenti come il legno. Volerebbero alti assieme agli uccelli, inviolabili padroni del cielo, virerebbero a destra e sinistra per schivare le avversità; si ammaccherebbero nel percorso per poi planare, lasciandosi trasportare dalla volatilità del mondo.

Io volo è la storia di un viaggio partito dalla scommessa di due attori, pronti a puntare venti euro per dimostrare, ironicamente, l’uno il successo, l’altro l’insuccesso di quello spettacolo, per passare, poi, alla scommessa di due aviatori e arrivare all’azzardo di una vita: raggiungere Tokyo a bordo di uno dei primi aeroplani esistenti. 

I due protagonisti ripercorrono ogni tappa vivendo l’emotività di un’esperienza quasi surreale per l’epoca e, soprattutto, piena di insidie. Quel che è certo è che prima di volare con il mezzo hanno volato con l’intenzione, spinti dalla necessità di andare oltre ogni limite e godere di un’avventura fuori da ogni confine.

In scena un’asse di legno mobile: ora è un biplano, ora un’ala, ora un’elica, ora un trampolino di lancio verso nuove mete e cieli inesplorati.

Un racconto di uomini, menti, invenzioni e sfide; un racconto che dà la forza di inseguire e condurre i propri sogni ad una realtà avendo un’unica missione: quella di viaggiare.

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