Tautologos III ou Vous plairait-il de tautologer avec moi?

di Luc Ferrari

10 marzo 2018

ore 21.00

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A quasi cinquant'anni dalla sua realizzazione, il Teatro Arsenale rende omaggio all'opera di Luc Ferrari Tautologos III, con la presentazione di Tautologos III ou vous plairait-il de tautologer avec moi?, in collaborazione con ERRATUM di Milano.

TAUTOLOGOS III
note di Marina Spreafico

           Il punto di partenza: partitura e indicazioni di Luc Ferrari, che lascia la scelta di realizzare l’opera in forme varie, musica, balletto, teatro… Bisogna trovare un Tautolocal… Stabiliamo che la partitura verrà realizzata in forma di suono e movimento. Che l’Arsenale è un Tautolocal.
            Poi si parte. Leggere, rileggere e aspettare. Arrivano le prime immagini. Una città, con i suoi suoni, il suo via vai, le sue persone in azione simultaneamente, vista da una distanza che non permette di zoomare sui dettagli, sui rapporti interpersonali, sulle storie… Un panorama di suoni e movimenti.
          Poi contare. Le indicazioni sono ferree. Tanti secondi di azione, tanti di silenzio, differenti per ogni interprete. In termini teatrali tanti di azione, tanti di inazione, cioè di immobilità. Non è lo stesso per i musicisti per i quali il silenzio è la mancanza di suono. Per noi il movimento suona, quindi il silenzio è la mancanza di movimento. Bisogna mettersi d’accordo su questo punto, tra attori e musicisti.
          Contare precisamente non è semplicissimo, ma ci si approssima abbastanza bene. Il tutto tende a una certa rigidità.
          Vengono in aiuto le indicazioni di Luc Ferrari: “quando un’azione (musicale o teatrale) ne incontra un’altra il realizzatore può (se ne sente il bisogno) trasformarne uno o più aspetti, sempre restando fedele alla propria azione”. Il complesso suono-azione perde rigidità. Bisogna però stare attenti a non esagerare, a non cedere alla tentazione di un racconto musicale o teatrale.
          Quest’azione globale apparentemente caotica segue dunque delle regole del gioco assai precise. Aleggia sul tutto una specie di destino e i protagonisti sono più o meno coatti a ripetere. Un’immagine della realtà.
           La durata non è stabilita. Ne decidiamo una: un’ora nella realtà dell’orologio, una giornata nella realtà scenica. Ci aiutano le luci. Dal primo lucore del mattino fino alla notte, la luce passa da est a ovest.
           Le azioni sceniche, come quelle musicali, sono lasciate alla volontà degli interpreti. Alla fine vengono decise sette azioni sceniche: una donna apre e chiude l’ombrello, un uomo legge un libro, un altro cammina, un altro traffica con la custodia degli occhiali, un altro fa jogging, c’è una statua vivente e una ragazza che sventola una bandiera.
          Sorge naturale un’immagine finale, appena accennata… nelle ultime luci della notte gli attori si riuniscono vicino alla ragazza che sventola la bandiera; i musicisti la guardano. Un ricordo degli anni di composizione del pezzo e un sentire contemporaneo.
          È qui che mi pongo una domanda, ricorrente… Come sorgono dalle opere degli artisti delle immagini, degli echi non espressi? Dove stavano nascosti? Perché a un certo punto così, naturalmente, mi sembra di allungare una mano e togliere con leggerezza il manto che li ricopre? È una vita che me lo chiedo.
          Tutto qui. Brunhild Meyer Ferrari approva.

Biglietteria:
posto unico 10 euro
Per info e prenotazioni:
02/8321999
promozione@teatroarsenale.it
Mezzi pubblici:
Autobus 50, 58, 94 | Tram 14, 2, 3
MM1 e MM3 Duomo, MM2 Sant’Ambrogio

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di Luc Ferrari per musicisti e attori

a cura di Sergio Armaroli, Steve Piccolo, Marina Spreafico, Scuola Teatro Arsenale, Galleria Erratum, MMT Creative Lab

musicisti 
Sergio Armaroli, talking drums
Francesca Gemmo, mbira amplificata
Brunhild Ferrari, pianoforte
Mario Mariotti, tromba
Steve Piccolo, voce (and electronic devices)
Walter Prati, cello
Gak Sato, theremin
Andrea Vigani, violino

attori
Veronica Del Vecchio
Greta Di Lorenzo
Ian Gualdani
Alessandro Pozza
Barbara Villa

regia
Marina Spreafico

disegno luci
Christian Laface

con la partecipazione di
Gabriele Di Matteo, Andrea Cernotto

riprese video
Fabio Selvafiorita